Il mare azzurro oltre le dune di tamerici

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Il mare azzurro oltre le dune di tamerici

Il mare azzurro oltre le dune di tamerici

A guardare oggi gli oltre tre chilometri di spiaggia di Eraclea Mare e la sua rigogliosa pineta che la costeggia e la separa dal centro abitato, è difficile immaginare più di un secolo di lavoro di braccianti e ingegneri per trasformare una  terra una grande palude, i 750 ettari di terra bonificati dalla famiglia veronese Pasti, che nel 1913 acquistò Valle Livenzuola, dove in epoca romana sfociava il fiume Livenza (il “Portus Liquentiae” descritto da Plinio il Vecchio).

È difficile credere che solo negli anni Venti, seminando migliaia di pinoli del “pinus maritimus” che Marco Aurelio Pasti aveva raccolto nella pineta di Ravenna per rinforzare il cordone litoraneo dunoso, prese forma la grande pineta che caratterizza Eraclea Mare.
E che solo negli anni Sessanta la bonifica cominciò a dare i suoi frutti e furono costruiti i primi tre piccoli villaggi turistici, con bungalow che riproducevano in scala i tipici casoni lagunari. Ma è proprio così: la “Perla dell’Adriatico” dal cuore verde è frutto di granitica volontà umana, che rende ancor più apprezzabile il rilassante paesaggio di piccole dune coperte di tamerici, che corre come una lunga striscia morbida per più di tre chilometri senza interruzioni, a fianco di una spiaggia di sabbia finissima e dorata e di un mare considerato tra i più puliti d’Italia (Bandiera Blu).

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